Archivio della Categoria 'Arcani Maggiori'

Il Matto

Venerdì 10 Novembre 2006

Questa carta rappresenta il caos dal quale tutto ha inizio e nel quale tutto ritorna. Il Matto è il principio e la fine; rappresenta quanto esiste prima e dopo il compimento, è il movimento che si protrae all’infinito. Il Matto è l’essere irresponsabile, incosciente e passivo, che sembra trascinarsi attraverso l’esistenza assecondando impulsi razionali. L’abito variopinto, dove compaiono, oltre al verde, i tre colori fondamentali, rosso, blu e giallo, corredato dal berretto a sonagli, tipico copricapo dei buffoni di corte, vuole indicare le molteplici e incoerenti influenze che lo sospingono qua e là, con il fagottello penzoloni sulle spalle, pieno dei suoi inconsistenti tesori. Il Matto ci fa comprendere quanto buon senso sia necessario per non uscire dal campo della ragione, da cui troppo facilmente si sconfina ogni volta che si tenta di abbordare ciò che è troppo grande: l’infinito. Un animale selvatico, emblema della lucidità e del rimorso, lo addenta, spingendolo, anzichè trattenerlo, verso l’ineluttabile. Ma in questa noncuranza del pericolo, del dolore, in questa ricerca dell’infinito, è racchiusa la grande lezione del Matto, che ha rinunciato alla materia e all’ambizione in vista di un’evoluzione esclusivamente interiore. Si tratta infatti dello stesso uomo che ha aperto il ciclo degli arcani maggiori, il Bagatto, che attraverso i successivi passaggi lungo la via iniziatica, ha conseguito la vera saggezza. Quella del filosofo, del diverso che ha finalmente trovato il coraggio di andare controcorrente, muovendosi all’interno di se stesso, lungo le strade del cuore. Questa carta è il simbolo dell’anticonformismo, rappresenta l’imprevedibilità. Può portare occasioni negative o positive: può essere l’ispirazione geniale o il colpo di testa che fa precipitare nel baratro. Tra tutti gli Arcani Maggiori quello che si presta maggiormente a responsi contrastanti. Come è facile intuire la sua interpretazione positiva o negativa dipende dalle carte che lo seguono o lo precedono. Quando il Matto apre il gioco tutto è possibile nel bene o nel male: se lo chiude, il percorso indicato dagli Arcani precedenti ritorna al punto di partenza.

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Il Mondo

Venerdì 10 Novembre 2006

Il Mondo rappresenta la vita in tutte le sue manifestazioni, preannuncia successo e trionfo indiscusso. All’interno di una ghirlanda, la dea della vita, velata di rosso sembra impegnata nella corsa o nella danza. E invece rimane immobile al centro, come un fuoco eterno e fiammeggiante nella sua fissità, simbolo dell’attività, della giovinezza, della vita stessa. Molteplici, del resto, sono i simboli che sembrano convergere in questa direzione, assimilando la fanciulla del ventunesimo arcano all’ antica divinità femminile della terra e della fecondità, primo fra tutti la falce di Luna che le orna la fronte a mo’ di corona, uno dei più diffusi significatori di fertilità. Assecondando l’identità Luna-cicli, cicli mensili-maternità, ecco allora dispiegarsi tutto un tessuto fortemente allegorico, incentrato sui caratteri femminili della donna creatrice di vita. Confermato, per di più, dalla forma ovale della ghirlanda, che ripropone, appunto, simboli femminili altrettanto significativi: l’uovo, concentrato della nuova vita, la mandorla, frutto del matrimonio e della fertilità, il serpente che si morde la coda, signore dell’ eterna trasformazione, e infine il grembo e gli organi sessuali femminili, sede della formazione e della nascita. Ai quattro angoli della carta troneggiano l’Angelo, il Toro, il Leone e l’Aquila, rispettivamente simboli dell’unità del tempo, scandito dai quattro segni fissi, al centro di ogni stagione, Acquario, Toro, Leone e Scorpione. Questa carta assicura che tutti gli ostacoli verranno superati. Nel settore lavorativo segnala la realizzazione di tutti i progetti in corso e la stabilità economica. Nel settore familiare indica armonia, in amore felicità. L’Arcano del Mondo influenza positivamente le carte negative che lo seguono o lo precedono. Perde una parte della sua positività solo se è veramente circondato da carte che danno un responso negativo.

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Il Giudizio

Giovedì 9 Novembre 2006

Questo Arcano indica rinascita, rinnovamento, crescita, elevazione spirituale. L’angelo dalle grandi ali dorate che suona la tromba avvolto in una nube azzurrina è probabilmente l’arcangelo Michele, messaggero, giudice e guida di anime. Il Giudizio sta ad indicare la liberazione definitiva dai vincoli del passato, il cambiamento improvviso, l’imprevisto positivo. Può indicare la soluzione di un problema, il ritorno di una persona cara o anche l’inizio di un nuovo amore. In poche parole la fine di un male o l’inizio di un bene. E’ il giudizio, il momento della verità in cui ciò che è materiale viene separato da ciò che è spirituale. Tutto, nella carta, fa pensare alla vittoria dello spirito sulla materia, annunciata con lo squillo della tromba. Attraverso la sintesi dei contrari, il maschio e la femmina, il fisso e il mutevole, rispettivamente simboleggiati dall’uomo e dalla donna, fuoriuscenti dalla tomba, nasce l’essere spirituale trasmutato: il bambino alchemico in mezzo a loro, cui entrambi guardano assorti in preghiera. Professionalmente il Giudizio spinge ad intraprendere nuove esperienze. Per quanto riguarda la salute consiglia una cura rivitalizzante o può annunciare la fine di un malessere. Nel settore economico indica entrate cospicue. In ogni situazione della vita annuncia comunque novità positive e gratificanti.

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Il Sole

Giovedì 9 Novembre 2006

Questa è la carta più bella di tutti i Tarocchi: rappresenta la perfezione e la felicità assoluta ed esprime fiducia, armonia, certezza, chiarezza. Annulla il significato negativo delle carte che la precedono. Il significato di questa carta aumenta la positività quando conclude il consulto. L’Arcano ci presenta una coppia di gemelli teneramente allacciati, quasi in un giro di danza. Si tratta della ragione, il principio maschile, attivo, lo zolfo degli alchimisti, unita al sentimento, il femminile, ricettivo, il mercurio, trionfante nella luce della verità e della chiarezza. Il Sole arricchisce con una perpetua pioggia d’oro la coppia abbracciata: l’oro filosofico dell’alchimia, l’oro dello spirito, che è la riccheza suprema. L’Arcano del Sole deve essere studiato in contrapposizione con il suo complementare: la LUNA. Infatti, dove là c’è il mutamento, l’apparenza, qui c’è il fisso, tutto ciò che è stabile e costante, la sostanza delle cose. La nudità dei corpi raffigurati esprime l’innocenza, e l’abbraccio tra i due ragazzi indica che soltanto la solidarietà tra tutti gli esseri può condurre verso la felicità.
In Amore indica un’unione felice, nelle amicizie nuove conoscenze importanti, nell’ambito della salute assicura una forma smagliante, nel lavoro segnala un periodo produttivo.

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La Luna

Martedì 7 Novembre 2006

Questa carta indica un pericolo nascosto, cattiva influenza da parte di gente invidiosa, difficoltà da superare. La luna è l’ultimo degli arcani maggiori più pesanti e problematici dritti che capovolti. Quando è capovola, ne viene attenuato, infatti il carattere oscuro, malefico verso gli archetipi della femminilità e del sogno. Si tratta di una carta profondamente simbolica in forma negativa, che invita l’uomo a una maggiore applicazione della ricerca della verità, la sola possibilità per superare tutti gli ostacoli. Il pallido volto del nostro satellite si specchia in uno stagno al centro del quale un enorme granchio, in analogia con i segno zodiacale del Cancro divora tutti i residui, vale a dire il peso del passato, affinchè l’acqua non esali cattivi odori; presso la riva due cani, le costellazioni del Cane maggiore e del Cane minore, sorvegliano il cammino della Luna, diffidandola con il loro abbaiare dal discostarsi dalla sua orbita. Rappresentano quindi i difensori dell’ordine cosmico, della proprietà e dell’incoscio, come testimonia la presenza stessa delle due torri ammonitrici, erette a guisa di sentinelle nel misterioso territorio. E, del resto, questa connessione della Luna con il cane (o il lupo) esiste da sempre nella leggenda e nel mito. Da notare che le gocce che sembrano piovere dall’astro, in realtà non discendono verso la terra, ma, piuttosto, salgono da essa, come attratte dal misterioso potere lunare. Similmente, il senso di questo arcano non si estende dall’uomo all’ambiente ma, al contrario, dall’ambiente all’uomo che, ben lontano dal dominarlo, ne risulta condizionato attraverso le energie emozionali non controllate. Anche per quanto riguarda la salute, la Luna è da interpretare negativamente.

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Le Stelle

Martedì 7 Novembre 2006

Questa è una delle carte più belle dei Tarocchi, indica: innocenza, candore, ingenuità, grazia, seduzione e attrazione. L’ Arcano delle Stelle invita ad avere fiducia in se stessi e a lasciar scorrere le proprie energie; è arrivato il momento giusto per agire e gli astri sono propizi. La fanciulla qui raffigurata, dal volto dolce e bello versa in uno stagno il contenuto di due anforette, rosse e oro, che ne rivivifica l’acqua putrida. Numerose sono le divinità femminili e materne, legate all’acqua, alle quali potrebbe essere accostata la dea acquatica Anahita. Venere, sorgente dalle onde, Matrimah, madre di tutte le creature. Lucifero, il portatore di luce, detto altrimenti stella del mattino, è il grande astro che sovrasta la scena, come simbolo della luminosità che guida l’uomo smarriro nel deserto della matena. È formato da otto raggi rossi (lo spirito) che ne intersecano altrettanti dorati (la perfezione), mentre altre sette stelle più piccole, forse un’ allusione all’Orsa maggiore o alle Pleiadi, gli fanno corona. Otto stelle, quindi, perché l’otto è il numero dell’infinito, dell’ordine cosmico e della giustizia. Da notare la posizione inginocchiata della figura femminile che ricorda la postura del cavaliere medievale nell’atto dell’investitura. In amore le Stelle rappresentano la perfetta armonia, in campo professionale rapporti costruttivi con i collaboratori, nel campo della salute benessere generale.

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La Torre

Martedì 7 Novembre 2006

L’Arcano della Torre indica il pericolo che si corre inseguendo un’idea fissa o mete irrangiubili. Indica anche la disillusione, ma anche la fine di una situazione dolorosa e insostenibile. Quando la Torre è la carta che domina la consultazione, vuole essere un avvertimento a non fare il passo più lungo della gamba. L’arcano della Torre, uno dei peggiori del mazzo, più drastico diritto che capovolto, rappresenta il perno filosofico della necessità del male come aspetto complementare del bene o come la condizione che lo precede. È il necessario cambiamento di stato, doloroso ma indispensabile, per l’evoluzione interiore. Se le energie incontrollate rappresentano un pericolo contro cui non rimanere passivi, innegablle è la loro fecondità, il potere germinativo del nuovo che sorge dal vecchio, il mutevole figlio della condizione statica e cristallizata della pietra. In questa carta è evidente il richiamo alla torre di Babele costruita per egoismo e per l’ambizione di raggiungere il regno divino. Questo era infatti lo scopo dello ziggurat babilonese, una costruzione a diversi piani, alla cui sommità troneggiava il tempio, il più possibile vicino al cielo. I Qui il sacerdote, attraverso la celebrazione del rito, cercava una più stretta comunicazione con Dio, da cui, probabilmente, la didascalia dell’arcano: maison de Dieu, ovvero casa di Dio, cui l’uomo, nella sua smisurata sete di potere, tenta di dar la scalata. Non a caso la Torre ci appare come una costruzione vivente, sensibile, ma scoperchiata dalla folgore divina, intervenuta a punire l’arroganza, la presunzione, la smodata ricerca di perfezione esteriore. Eppure, direttamente colpita nella parte alta merlata dalla folgore che fuoriesce dal Sole (la ragione divina), dà l’impressione di reggere bene all’ attacco, grazie alla solidità delle fondamenta. Il crollo non è totale ma ha il sapore dell’ avvertimento: “Costruisci, elevati: hai il diritto e il dovere di farlo; ma non sognarti neppure di voler eguagliare il Creatore”. Inutile, dunque, attaccarsi con le unghie e con i denti alle certezze della materia o alla rigidità delle proprie strutture mentali, per tentare di trattenere ciò che è destinato alla fine e al mutamento.

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Il Diavolo

Martedì 7 Novembre 2006

Questo Arcano rappresenta il desiderio di cose materiali, l’impulso a soddisfare le proprie esigenze, i propri istinti. Il Diavolo indica pericolo, perchè rappresenta l’imprevisto, difficile da gestire e in grado di bloccare le energie positive. In amore può indicare che c’è solo attrazione fisica, nel lavoro che qualcuno ci sta mettendo il bastone tra le ruote, nel campo della salute invita a farsi controllare. Il Diavolo è rappresentato sotto l’aspetto terrificante del Baphomet templare: testa e zampe di capro, fianchi villosi, seni femminili. Nei suoi colori, il giallo delle gambe, l’azzurro dei fianchi, il rosso del petto e il bianco della testa, allude ai quattro elementi costitutivi del cosmo, Terra, Acqua, Aria e Fuoco, e loro spiriti elementari: forze preziose, di vasta portata, ma non sempre facili da controllare e da sottomettere. A sorreggerlo, intervengono due personaggi, di diversa polarità, uno yin e l’altro yang, come lui semiumani, incatenati al piedistallo dalla sommità del quale egli sembra dominare, sorridendo trionfante, uomini ed eventi. Sono le passioni che imprigionano l’uomo, riducendolo a livello quasi animale. Non per nulla, il Diavolo è l’arcano del vincolo, delle catene soffocanti, da spezzare con un supremo atto di coraggio e una volontà ferma, in grado di agire sull’istinto. Nel cosmo, infatti, anche il disordine è circoscritto dall’ ordine e a questo deve essere subordinato. La connotazione fortemente negativa dell’ arcano, meno drastico capovolto che diritto, proviene dalla mentalità sessuofobica dell’epoca che lo ha generato. La carta si relaziona, infatti, a tutti quegli elementi vissuti oggi con una certa libertà, come la sessualità, l’ambizione e il desiderio di potere. Solo il Sole può annullare la negatività del Diavolo.
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La Temperanza

Martedì 7 Novembre 2006

Questa carta rappresenta l’armonia, la facilità d’adattamento, il rispetto verso gli altri, la pace in se stessi, in poche parole l’equilibrio. Indirizza alla tolleranza, alla pazienza, all’obiettività. L’angelo della vita universale, vestito di rosso e d’azzurro, rispettivamente colore dell’azione e dello spirito, appare intento a travasare da un’urna all’altra un fluido vitale, un liquido rigeneratore: la sensitività, l’intuito, lo spirito, la ragione, la materia grezza. Oltre alla diffusione del sapere, la Temperanza rappresenta, quindi, la metamorfosi interiore, la guarigione, la rigenerazione, il perfetto equilibrio fra il principio solare, maschile, e quello lunare, femminile. La Temperanza indica che è necessario smussare le angolosità del proprio carattere se vuole raggiungere i suoi obiettivi. In amore indica un rapporto armonioso e duraturo; nel lavoro una situazione tranquilla senza sorprese, in famiglia un’intesa profonda, nel settore economico facili trattative. Nel suo significato negativo la Temperanza può indicare passività.

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La Morte

Martedì 7 Novembre 2006

A dispetto di quello che l’immagine della carta può facilmente indurre a credere, questa sta a significare che ci sarà una trasformazione totale non necessariamente negativa. Come quasi tutte le altre carte, il significato vero dipende dalle carte che la seguono. Indica un rinnovamento in qualsiasi settore, la fine di un capitolo. L’arcano n. 13 rappresenta la premessa necessaria alla rinascita. Superato, infatti, lo stato profano, il passaggio iniziatico, la prova trasformatrice, si rivivrà e meglio, immersi in una nuova condizione di sacralità. La Morte indica che per procedere verso il futuro bisogna tagliare i ponti con il passato. Indica anche che la vista va vissuta come se ogni attimo fosse l’ultimo. Solo così si conquista la forza per progredire con sicurezza e serenità. La Morte indica perciò il disorientamento causato dal voltare pagina, per intraprendere una nuova strada. Nel campo della salute invece indica un calo di vitalità. Di ciò che l’uomo ha fatto, pensato, sognato, delle sue idee (testa) e delle sue azioni (mani e piedi) permane una traccia anche molto dopo che la Morte ne abbia trasformato il corpo materiale in polvere. Si preferisce lasciare la spazio in bianco nella didascalia della carta, per esorcizzarne l’oscura pericolosità, il tabù legato alla morte, evitando perfino di nominarla o chiamandola diplomaticamente l’innominabile.

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